Consulenza Nutrizionistica

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Consulenza Nutrizionistica

Attività

Nell’attività di consulenza di nutrizione e metabolismo presso l’IRIB CNR  si offre un servizio con un approccio di tipo integrato tra i consigli di tipo nutrizionale e le nuove frontiere terapeutiche per i dismetabolismi e le disbiosi con gli integratori nutrizionali, fermo restando che la prescrizione di specifici integratori è condizionata dalla loro obiettiva reale necessità (prescrizione personalizzata).

Nel dettaglio l’attività di consulenza nutrizionistica consiste:

  • Nel portare avanti progetti di ricerca finalizzati a indagare i meccanismi fisio-patologici su base infiammatoria in relazione alla nutrizione e alla composizione corporea del soggetto, nell’ambito delle malattie metaboliche, delle disbiosi intestinali, dei disordini nutrizionali (malnutrizione, sarcopenia, obesità) e delle patologie respiratorie.
  • Nella valutazione dei dati antropometrici e delle circonferenze corporee;
  • Nella valutazione della composizione corporea tramite esame bioimpedenziometrico  AKERN; BIA 101);
  • Nella valutazione, ed eventuale diagnosi di sarcopenia, della intensità della forza, attraverso l’utilizzo del dinamometro meccanico (5030J1 Dynamometer-metal Jamar);
  • Nella eventuale indicazione di assunzione di integratori alimentari (uso della nutraceutica, fitoterapia, probiotici e micoterapia);
  • Nella rielaborazione di consigli nutrizionali personalizzati, alla luce di tutte le valutazioni sopraindicate.

In questo contesto l’attività ambulatoriale di consulenza nutrizionistica opera al fine di promuovere i fattori relativi ad uno stile di vita salutare per prevenire l’insorgenza delle malattie metaboliche e delle malattie croniche tipiche del mondo occidentale: una nutrizione personalizzata associata ad attività fisica ed integrata da specifici nutraceutici laddove necessario, rappresentano uno strumento efficace ed imprescindibile per il mantenimento dello stato di salute (prevenzione primaria) oltre che per il miglioramento di un eventuale stato patologico (prevenzione secondaria e terziaria).

Giorni: GIOVEDI’

Orari: dalle 8.30 alle 13:00 e dalle 14.00 alle 16:00

al momento sono sospese le prenotazioni

via mail a: andreina.bruno@irib.cnr.it

APPROFONDIAMO

La condizione di salute o di patologia di un individuo è condizionata dalla genetica e dal comportamento del soggetto e dall’ambiente che lo circonda. Ognuno di noi ha dunque il dovere di mantenersi in salute considerando i fattori dello stile di vita modificabili (concetto importantissimo di prevenzione primaria).

Secondo gli ultimi dati dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS) una alimentazione ricca di grassi saturi, di carboidrati raffinati e povera di fibre, l’inattività fisica, il fumo di sigaretta, e l’abuso di alcool, contribuiscono per circa l’80% all’insorgenza delle malattie croniche non trasmissibili (Non communicable diseases- NCDs). Queste sono malattie su base infiammatoria, croniche e degenerative che causano oggi circa il 71% delle morti globali, ovvero 41 milioni di morti l’anno. In primis tra le NCDs, ci sono le patologie cardiovascolari (che causano 18 milioni circa di morti l’anno), cui seguono i tumori (9 milioni circa), le malattie respiratorie (3.9 milioni circa), ed il diabete (1.6 milioni circa) (1).

 

 

 

Si stima che oltre 2/3 di queste patologie potrebbe essere prevenuto modificando e valutando i 4 fattori chiave dello stile di vita: dieta, attività fisica, fumo di sigaretta e consumo di alcool, seguendo prevalentemente il concetto di “dieta mediterranea” che rappresenta, più che un programma dietetico vero e proprio, uno stile di vita, alla base del quale c’è la dinamicità quotidiana, la sostenibilità delle scelte alimentari, il rispetto per l’ambiente e la scelta del cibo stagionale e preferibilmente a Km “zero”, la convivialità del cibo ed il riposo adeguato per le attività giornaliere (2-7).

In questo contesto, risulta di fondamentale importanza il concetto di attività fisica, elemento chiave di prevenzione per le NCDs, ma soprattutto per il mantenimento del peso corporeo e la prevenzione dell’obesità da un lato e della sarcopenia (carenza di massa muscolare) dall’altro (8-15).

L’eccesso di tessuto adiposo (sovrappeso e obesità) è ormai riconosciuto come una causa nel mantenimento di uno stato di infiammazione cronica, seppur lieve, che può degenerare e aggravare eventuali comorbidità esistenti, come le patologie infiammatorie croniche delle vie respiratorie (11-13).

Nel dettaglio, è stato recentemente riconosciuta l’obesità come maggiore fattore di rischio per l’insorgenza di patologie polmonari come l’asma, la sindrome da insufficienza respiratoria acuta (ARDS), i disturbi respiratori del sonno e l’alterata suscettibilità alle infezioni polmonari oltre che  l’alterato metabolismo, provoca cambiamenti sia nel sistema immunitario che adattativo (13).

La sarcopenia, dall’altro versante, è una condizione riconosciuta dal 2010 come patologia vera e propria dal gruppo di lavoro europeo European Working Group on Sarcopenia (EWGS) che associa ad una scarsa massa muscolare anche una ridotta performance e forza muscolare. Dal 2016 questa patologia è stata identificata con un proprio International Code Disease (ICD) (14, 15).

La sarcopenia è una condizione fisica per lo più dell’anziano, associata a condizioni genetiche e ambientali, tra cui deficit della nutrizione e dell’attività motoria. Anche essa può essere coesistente con altre condizioni patologiche, come l’obesità (obesità sarcopenica), osteoporosi e malattie croniche respiratorie, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) (15).

Oltre all’imprescindibile predisposizione genetica del soggetto (che riguarda tutte le patologie, inclusa l’obesità), si deve aggiungere anche il fattore microbiota, e più ampliamente il multibioma del soggetto, ovvero tutte quelle componenti non cellulari rappresentate dalla popolazione batterica in primis, ma anche virale e micotica, che sono in prima linea nella difesa dell’organismo, che colonizzano le mucose di diversi organi e che sostengono l’uomo nello svolgimento di tutte le sue funzioni fisiologiche. Le ultime evidenze scientifiche riportano che il multibioma risulta compromesso nelle condizioni patologiche (16-21).

Il microbiota risulta essere un organo batterico con azione immunomodulante.

Diversi studi dimostrano che la Dieta Mediterranea favorisce i batteri buoni ed i loro metaboliti. Inoltre, anche l’attività fisica può interferire qualitativamente e quantitativamente sul microbiota intestinale portando benefici all’uomo.

La problematica della disbiosi (alterazione qualitativa e quantitativa per lo più delle colonie di batteri che fisiologicamente vivono in equilibrio) infatti, sembra svolgere un ruolo molto importante nel rischio cardio-metabolico e l’utilizzo della reimpiantologia batterica selettiva attraverso l’uso di probiotici specifici ha mostrato avere effetto sulla riduzione della sintomatologia gastro-intestinale e migliorato gli assetti relativi al metabolismo e alle patologie cardiovascolari (22, 23).

References

  1. https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/noncommunicable-diseases
  2. Dernini S, Berry EM, Serra-Majem L et al. Med Diet 4.0: the Mediterranean diet with four sustainable benefits. Public Health Nutr. 2017; 20: 1322-1330. doi: 10.1017/S1368980016003177
  3. Mirabelli M, Chiefari E, Arcidiacono B et al. Mediterranean Diet Nutrients to Turn the Tide against Insulin Resistance and Related Diseases. Nutrients. 2020 Apr 12;12(4). pii: E1066. doi: 10.3390/nu12041066.
  4. EstruchR, et al; PREDIMED StudyInvestigators. Primary Prevention of Cardiovascular Disease with a Mediterranean Diet Supplemented with Extra-Virgin Olive Oil or Nuts. N Engl J Med. 2018 Jun 21; 378(25):e34. doi: 10.1056/NEJMoa1800389. Epub 2018 Jun 13.
  5. Gonzalez CA, Riboli E. Diet and cancer prevention: Contributions from the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) study. Eur J Cancer. 2010; 46: 2555-2562. doi: 10.1016/j.ejca.2010.07.025.
  6. Castiglione D, Platania A, Conti A et al. Dietary Micronutrient and Mineral Intake in the Mediterranean Healthy Eating, Ageing, and Lifestyle (MEAL) Study. Antioxidants (Basel). 2018 Jun 23;7(7). pii: E79. doi: 10.3390/antiox7070079.
  7. Shai I, Schwarzfuchs D, Henkin Y et al. Dietary Intervention Randomized Controlled Trial (DIRECT) Group. Weight loss with a low-carbohydrate, Mediterranean, or low-fat diet. N Engl J Med. 2008; 359: 229-241. doi: 10.1056/NEJMoa0708681.
  8. World Health Organization. Global raccomandation for physicalactivity https://www.who.int/news-room/fact-sheets/detail/physical-activity
  9. https://www.who.int/health-topics/physical-activity
  10. http://www.euro.who.int/en/health-topics/disease-prevention/physical-activity/data-and-statistics/infographic-make-physical-activity-a-part-of-daily-life-during-all-stages-of-life
  11. Bruno A, Uasuf CG, Insalaco G et al. Nutritional status and physical inactivity in moderated asthmatics: A pilot study. Medicine (Baltimore), 2016 Aug; 95 (31): e4485.
  12. Bruno A, Pace E, Cibella F, Chanez P.Body mass index and comorbidities in adult severe asthmatics. Biomed Res Int. 2014;2014:607192.
  13. Suratt BT, et al et Allergy, Immunology, and Inflammation Assembly. An Official American Thoracic Society Workshop Report: Obesity and Metabolism. An Emerging Frontier in Lung Health and Disease. Ann Am Thorac Soc. 2017; 14: 1050-1059.
  14. Anker SD, Morley JE, von Haehling S.Welcome to the ICD-10 code for sarcopenia.J Cachexia Sarcopenia Muscle. 2016; 7: 512-514.
  15. Calder PC, Laviano A, Lonnqvist F et al. Targeted medical nutrition for cachexia in chronic obstructive pulmonary disease: a randomized, controlled trial.J Cachexia Sarcopenia Muscle. 2018; 9:28-40.
  16. Hill C, Guarner F, Reid G et al. Expert consensus document. The international scientific Association for Probiotics and Prebiotics consensus statement on the scope and appropriate use of the term probiotic. Nat Rev Gastroenterol Hepatol. 2014; 11:506-514.
  17. De Filippis F, Pellegrini N, Vannini L, et al. High-level adherence to a Mediterranean diet beneficially impacts the gut microbiota and associated metabolome. Gut. 2016; 65:1812-1821. doi: 10.1136/gutjnl-2015-309957
  18. Garcia-Mantrana I, Selma-Royo M, Alcantara C, Collado MC. Shifts on Gut Microbiota Associated to Mediterranean Diet Adherence and Specific Dietary Intakes on General Adult Population. Front Microbiol. 2018 May 7;9:890. doi: 10.3389/fmicb.2018.00890. eCollection 2018.
  19. Illiano P, Brambilla R, Parolini C. The mutual interplay of gut microbiota, diet and human disease. FEBS J. 2020; 287: 833-855. doi: 10.1111/febs.15217. Epub 2020 Feb 3.
  20. Jäger R, Mohr AE, Carpenter KC et al. International Society of Sports Nutrition Position Stand: Probiotics. J Int Soc Sports Nutr. 2019; 16(1):62. doi: 10.1186/s12970-019-0329-0.
  21. Hao Q Dong BR, Wu T. Probiotics for preventing acute upper respiratory tract infections. Cochrane Database Syst Rev. 2015 Feb 3;(2):CD006895. doi: 10.1002/14651858.CD006895.pub3.
  22. Wypych TP, Wickramasinghe LC, Marsland BJ. The influence of the microbiome on respiratory health. Nat Immunol. 2019; 20: 1279-1290.
  23. Andreina Bruno. Progress-report su uno studio osservazionale retrospettivo: il trattamento delle disbiosi intestinali ed il loro impatto sulle comorbidità esistenti – prima parte – per Bromatech s.r.l., Milano Luglio 2019