La malattia di Pompe

La malattia di Pompe, nota anche come glicogenosi di tipo II, è una rara malattia metabolica ereditaria causata da una carenza dell’enzima alfa-glucosidasi acida [ 1 ]. Questo enzima è essenziale per la degradazione del glicogeno nei lisosomi e la sua carenza porta ad un accumulo in determinate strutture cellulari, quali muscolo scheletrico, nel muscolo liscio, nel cuore e, in misura minore, nel sistema nervoso centrale [ 2 , 3 ]. Ne consegue una cascata di eventi patologici, tra cui l’alterazione dell’omeostasi cellulare, l’attivazione di vie infiammatorie e l’apoptosi cellulare (morte cellulare programmata). A seconda della gravità della carenza enzimatica, che a sua volta dipende dal tipo di mutazione presente nel gene GAA, le manifestazioni cliniche della malattia variano ampiamente. Si distinguono due forme. La forma infantile classica (IOPD) è la più grave e si manifesta nei primi mesi di vita. I neonati affetti presentano una grave cardiomiopatia ipertrofica, ipotonia muscolare generalizzata, distress respiratorio e ritardo nello sviluppo motorio [ 4 ]. Se non trattata, questa forma è solitamente fatale entro il primo anno di vita a causa di insufficienza cardiaca o respiratoria. Le forme a esordio tardivo (LOPD) includono quelle che iniziano nell’infanzia a partire dai due anni di età, nell’adolescenza o nell’età adulta. I pazienti con queste forme presentano una progressiva debolezza muscolare, in particolare nei muscoli della spalla e del cingolo pelvico, che può portare a difficoltà nella deambulazione e insufficienza respiratoria. La cardiomiopatia è meno comune nelle forme tardive, ma può essere presente in alcuni casi [ 5 ]. Queste manifestazioni sintomatiche sono un campanello d’allarme per il medico, che avvia un’indagine per diagnosticare la malattia di Pompe. Vengono eseguiti test biochimici su un campione sospetto e, se questo mostra un’attività enzimatica ridotta o assente, vengono eseguiti test genetici specifici per il gene GAA . Il test biochimico può essere eseguito su diversi tipi di campioni, incluso il sangue essiccato su carta da filtro (DBS), che consente uno screening iniziale non invasivo, particolarmente utile nei neonati, mentre il metodo di sequenziamento Sanger è il metodo di scelta per lo studio del gene GAA situato sul cromosoma 17 [ 6 ]. Purtroppo, mancano ancora dei biomarcatori specifici, ma la comunità scientifica continua la sua ricerca per consentire una diagnosi precoce e per trovare la chiave che potrebbe essere utile non solo per l’individuazione della patologia ma anche per monitorare la progressione della malattia dopo il trattamento [ 7 ]. Tuttavia per fare una diagnosi, è importante studiare il gene GAA per identificare le mutazioni che causano la malattia. Il sequenziamento Sanger sta diventando un potente strumento per la diagnosi clinica per analizzare l’intera sequenza genica e determinare le varianti presenti. Le mutazioni che interessano il gene GAA possono essere di diversi tipi, ad esempio mutazioni missenso, che sono cambiamenti di un singolo nucleotide che determinano la sostituzione di un amminoacido nella sequenza proteica. A seconda della gravità della mutazione, questa può portare a una perdita parziale dell’attività enzimatica (nelle forme tardive della malattia) o a una perdita quasi completa dell’enzima (nelle forme infantili gravi) [ 8 ].

Il CNR-IRIB di Palermo è attivo dal 2018 nella ricerca e diagnosi della Malattia di Pompe, una patologia rara da accumulo lisosomiale. Il gruppo guidato dal prof. Giovanni Duro riceve campioni da tutta Italia per studi genetici e biochimici. Gli studi puntano a migliorare la diagnosi precoce, comprendere le varianti genetiche e ottimizzare la terapia enzimatica sostitutiva (ERT). Ad oggi l’Istituto per la Ricerca e l’Innovazione Biomedica (IRIB-CNR) di Palermo gestisce un centro specializzato che riceve un migliaio di campioni di sangue annualmente per la conferma diagnostica, analizzando la carenza dell’enzima alfa-glucosidasi acida (GAA). L’obiettivo principale è ridurre il ritardo diagnostico, fondamentale per le forme ad insorgenza tardiva (LOPD) e infantile.

 

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